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Il Vetro “Capitolo 8”

SICUREZZA 

Il vetro riflette il cielo, ma chi lo pulisce deve guardare dove mette i piedi. C’è chi lo vede solo da lontano, quel gesto. Un braccio che si allunga, un tergivetro che scivola elegante come una danza. Ma chi pulisce vetri in altezza sa che ogni movimento è pensato, ogni appoggio conta. Perché la bellezza del risultato non vale niente senza sicurezza. Quando si lavora su un ponteggio, la prima regola è la stabilità. Dev’essere montato da personale qualificato, ancorato correttamente, con parapetti su tutti i lati e tavole fermapiedi. Chi ci lavora sopra deve indossare scarpe antiscivolo, caschetto, imbracatura se previsto, e tenere in ordine ogni attrezzo: un secchio lasciato vicino al bordo può essere un pericolo mortale. Il trabattello è comodo, ma inganna. Si muove facilmente, e basta un dislivello o una ruota mal fissata per trasformarlo in una trappola. Va sempre montato su superficie piana, con ruote bloccate e stabilizzatori estesi. Mai spostarlo con una persona sopra. Chi ci lavora deve salire solo dall’interno, mai arrampicarsi come su una scala da esterno. E non superare mai l’altezza prevista dalle norme di sicurezza. Poi ci sono le ceste motorizzate — i cosiddetti PLE, piattaforme elevabili. Mezzi potenti, ma non perdonano errori. Solo chi ha il patentino può utilizzarle. Si fa un controllo pre-uso ogni giorno: comandi, stabilizzatori, protezioni, olio, leve. Cintura di sicurezza sempre agganciata al punto previsto. E soprattutto, occhio al vento: anche una folata forte può far oscillare tutto. Il cielo è vicino, ma l’equilibrio è fragile. E infine c’è lei, la scala. La più usata, la più sottovalutata. Deve essere certificata, in buono stato, con i piedini antiscivolo integri. Si appoggia su terreno stabile, mai sopra oggetti improvvisati. Si sale solo fino al terzultimo gradino, e mai con entrambe le mani occupate. Chi lavora in quota su scala dev’essere affiancato da un collega che la tiene ferma. Sempre. Anche per due minuti. Anche se “tanto lo faccio veloce”. Chi pulisce vetri guarda fuori, ma deve prima guardarsi dentro: ogni imprudenza è un rischio per sé, per chi passa sotto, per l’intera squadra. La sicurezza non è una regola, è un patto. Invisibile, silenzioso. Come il lavoro che facciamo. E ogni volta che il vetro brilla, deve brillare anche il buon senso. 

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