Quello che veramente sconcerta è l’indifferenza e la mancanza d’investimenti da parte dei governi mondiali per un problema planetario.

Una delle tante discariche, destinata nel futuro a diventare una simpatica collinetta cittadina Il problema dei rifiuti, raccontati nei libri, nei quotidiani e soprattutto nelle procure di tutto il mondo, esaltano la triste realtà che nulla si può fare senza il coinvolgimento delle mafie. Già – la storia racconta, centinaia di discariche abusive controllate dalla malavita, discariche, intente ad accumulare e sovrapporre scarti di città e industrie criminali. Rifiuti speciali, abbandonati chissà dove, intenti ad avvelenare terreni, fiumi, boschi e mari. Molto spesso, le forze dell’ordine riescono a scoprire questi cimiteri abusivi. Denunce, arresti, processi, condanne, assoluzioni, opposizioni… ma i rifiuti? Rimangano li! Si chiude l’area del crimine ma la vittima e sempre la. Sarebbe meglio dire che le vittime ancora non lo sanno! I liquami tossici, succo dal deterioramento dei rifiuti, infestano il terreno per chilometri. L’orto con le sue insalate e pomodori, la gallinella che becca allegramente, la fontanella nella piazza del paese, l’aria che si respira – tutto l’insieme diventa una zona di morte. Con gli anni ogni forma di tossicità, avrà la forza di sviluppare tumori e leucemie. Credo che sia arrivato il momento di modificare le nostre abitudini.
Imponiti e consiglia di ridurre al massimo i prodotti plastici

Montagne di rifiuti, pronte ad avvelenare

Ah già, dimenticavo. La raccolta differenziata… Beh si può dire che nelle città del centro nord la raccolta differenziata ha assunto una regolarità da non sottovalutare. Carta e cartone, organico, vetro, plastica… Ma dove vanno a finire? Il riciclo delle materie prime! L’idea è perfetta, la realizzazione probabilmente ha delle vere e proprie lacune. Immagino che ogni rifiuto catalogato abbia nella sua finalità la vendita dello stesso ad aziende specializzate che si occuperanno di rigenerare il prodotto stesso. Quindi? Soldi €€€. Euro che incassano le società che si occupano di rifiuti, gli stessi che annualmente mi chiedono un contributo economico – molto spesso salato – per avere differenziato, stoccato e sistemato la mia spazzatura. Quindi, non solo gli stessi si venderanno quello che io fornisco ricavando denaro, ma mi obbligano a versare una tassa. La domanda è sempre la stessa – siamo sicuri che tutto funziona nel riciclo? Nel 2019 gli investigatori di Greenpeace hanno scoperto una discarica di plastica nella cittadina di Gliwice (Polonia). 45 Tonnellate di rifiuti Italiani, accatastati in balle vicino ad un vecchio e inattivo distributore di benzina.

La denuncia di Greenpeace: “Cento balle di plastica destinate al riciclo sono state abbandonate in un distributore dismesso”. Le autorità polacche: “Rifiuti illegali”
“E’ inaccettabile e vanifica gli sforzi quotidiani di migliaia di cittadini nel separare e differenziare correttamente i rifiuti in plastica”, dice il responsabile campagna Inquinamento di Greenpeace Italia. “Questo caso conferma ancora una volta che il sistema non riesce a gestire in modo appropriato l’enorme quantità di rifiuti in plastica. Riciclare non è la soluzione, è necessario ridurre subito la produzione a partire dalla frazione spesso di difficile riciclo, rappresentata dall’usa e getta”. Fonte: La Repubblica 16 ottobre 2019

Visto questo schifo, la domanda è sempre la solita… Ma ci prendono per il culo? Sul sito di Greenpeace moltissime indagini portano alla conclusione, che gran parte dei rifiuti, partono dall’Italia alla ricerca di una fossa dove seppellire il tutto. Preferibilmente nei paesi dell’est – dove i malavitosi si permettono di avvelenare un territorio, quindi l’umanità, in honorem del Dio denaro. Invece, quando i rifiuti sono migliaia di tonnellate, li stipiamo su una nave mercantile e una volta lasciato il nostro porto – icchè succede succeda – dopo si vedrà. Ma la Nave, arriverà a destinazione con il suo carico? Merita fondere tutto e ricostruire? Oppure, occultare ed usare un materiale nuovo?

Bisognerebbe valutare i costi del riciclaggio per puntare il dito su persone e Corporation. Potendo finalmente capire le cause dei disastri che ogni anno aggravano la così precaria vita sul nostro meraviglioso pianeta. Se potessi raggiungere con un filo di voce l’orecchio dei causanti di questa distruzione proverei a fargli capire che il filetto di Cernia servito in maniera gourmet proviene da quel mare impestato di plastiche sottili che egli stesso ha causato per azione o collaborazione.
Le cose stanno cambiando

Dal 21 dicembre 2020 non si potranno più acquistare su Amazon oggetti monouso in plastica. Questa scelta renderà di conseguenza impossibile ordinare articoli come piatti e posate di plastica, cannucce, contenitori per alimenti, assorbenti e cotton fioc.
Finalmente, un miliardario che prova a ripulirsi la coscienza. Per Amazon, vedremo dopo la data di partenze se rispetteranno il nobile gesto. Per tutti gli altri? Forse i governi oltre a difenderci dal Covid-19 dovrebbero discutere sull’abolizione di ogni prodotto derivante dalla plastica. Finanziando ed obbligando l’uso continuo del vetro con il sistema all’antica del (vuoto a rendere). Boccioni di 2 litri ripieni d’acqua comprata al supermercato oppure riempiti dal rubinetto di casa usando un depuratore o con l’economica caraffa filtrante.
Ogni essere – “uno” – l’insieme ad unisono
Anni fa, un tizio mi disse che il cambiamento porta motivazione. PROVIAMOCI – Grazie a facili accorgimenti da mettere in atto nella vita quotidiana possiamo davvero cambiare le cose.
Evitiamo l’uso di oggetti inutili come i piatti di plastica e le cannucce. Invece delle posate usa e getta usiamo quelle di metallo, per fare la spesa adoperiamo borse di cotone, optare per prodotti sfusi o con meno imballaggio, passiamo dall’acqua in bottiglia a quella del rubinetto. Sono tante le azioni che possiamo fare senza troppa fatica. Riduciamo il consumo di plastica. Piccoli cambiamenti nella nostra vita con grandi risultati planetari.
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